Vai al contenuto
Skuto

Glossario

AI Act europeo

L'AI Act è la legge europea che regola l'intelligenza artificiale. Classifica gli usi dell'AI per rischio: alcuni sono vietati, quelli ad alto rischio hanno obblighi severi, e per chatbot e contenuti generati dall'AI vale la trasparenza. Le regole si applicano a tappe tra il 2025 e il 2027.

L’AI Act è il tentativo dell’UE di fare per l’intelligenza artificiale quello che il GDPR ha fatto per i dati personali: un solo regolamento per tutta l’Unione, Italia compresa. È entrato in vigore ad agosto 2024 e i suoi obblighi si applicano a tappe fino al 2027.

L’idea di fondo è una scala del rischio. Poche pratiche sono vietate del tutto (come il punteggio sociale). I sistemi ad alto rischio, come l’AI usata in assunzioni, credito o dispositivi medici, hanno requisiti severi. Per gli strumenti di tutti i giorni la parola chiave è trasparenza: devi sapere quando parli con un’AI, e i contenuti generati o manipolati, come i deepfake, vanno dichiarati.

E per una piccola impresa italiana che usa ChatGPT per le email o i preventivi? Nella maggior parte dei casi l’effetto pratico è rassicurante, non oneroso: etichette più chiare, fornitori più responsabili. Gli obblighi pesanti ricadono su chi sviluppa e vende sistemi ad alto rischio, non su chi usa un chatbot per lavorare. Se stai scegliendo l’assistente su cui puntare, quale AI confronta le opzioni principali.

Questa pagina spiega la forma della legge, non i tuoi obblighi: per quelli, il portale AI Act della Commissione europea e le autorità nazionali sono la fonte.

Dove lo incontrerai

  • Le etichette “generato con AI” che compaiono su immagini, video e audio
  • Le pagine di conformità e trasparenza dei fornitori che citano l’AI Act
  • Il portale della Commissione europea e le pagine delle autorità italiane sull’attuazione

Mettilo in pratica

← Torna al glossario